Un po' v'invidio, lo sapete?
Invidio voi, che sentite di APPARTENERE, quando a me sembra di essere da solo sopra un ammasso di roccia e strade che voi chiamate 'nazione';
Invidio voi, che sprecate ancora tempo e voglia nel nome della patria, della nostra grande, eterna patria;
Invidio voi che nonostante tutto e tutti pensate che sia doveroso interessarsi, anche se Italia è la prima a dimenticarsi di noi;
Invidio voi che spendete ancora parole nelle ideologie, nei confronti e nelle utopie, quando l'unica astrattezza che possiamo permetterci di contemplare è la morte;
Invidio voi, fedeli, perchè voi avete un obbiettivo alla fine della strada. E se anche Dio vi deluderà tutti, almeno voi avrete conosciuto uno scopo;
Invidio voi, che grazie a non so quale potere riuscite ad affogare i problemi nel calcio e poi vi ubriacate, nella vittoria per festeggiare e nella sconfitta per consolarsi;
Invidio voi che riuscite a trovare nello straniero la causa di tutti i vostri problemi, perchè avete una mente davvero semplice da accontentare;
Invidio voi funzionari, impiegati, bancari, consulenti, imprenditori, politici, senatori, ministri, capi del consiglio, presidenti della repubblica, mangiafuochi delle nostre anime che giocate alla zara con le nostre vite, e nonostante questo riuscite ancora a dormire di notte.
Invidio voi, tutti voi, perchè riuscite a vivere tutto questo senza provare disgusto per voi stessi.
Un po' v'invidio, fratelli e figli d'Italia.
Siate pronti alla morte, Italia chiamerà.
Un esercito di già-morti.
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