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lunedì 15 aprile 2013

Missing in action

Finalmente un posto sicuro. Non lo è. Ma nella situazione che sono anche la punta di uno spillo potrebbe esserlo. Ogni tanto ci penso a cosa mi ha portato in questo inferno. Forse l'esaltazione della gente, forse il disperato sentore di un'insoddisfazione. Oppure il semplice fatto che farlo mi ha sempre attirato. Strani complessi di sadismo, mai soddisfatti per fortuna. Ma quello che è in realtà questa merda mi ha convinto che tutto quello che desidero è la semplice tranquillità. Mi sporgo, vento tagliente come coltelli mi sferza la faccia, ma non scompone mai i miei capelli. Come ogni volta che osservo il mondo, dietro l'ultimo uomo davanti a me vedo solo ostilità. E il mondo attorno vede in me solo tortura. Qualche pensiero filosofico mi affiora in mente, ma il momento non consente di cogliere quell'unico spunto di razionalità qua fuori. E ora, come ogni santo giorno, guardo la mia mano. Espongo quasi forzatamente ai miei occhi quello che conservo come fonte di vita per me. Solo per me. Infine stacco la miccia. Ho poco tempo per decidere quello che devo fare. Il pensiero di tenerla stretta solo per me, giusto per tre inutili secondi, è sempre costante. Ma alla fine quella fonte di vita cadrà leggera ai piedi del mondo ostile. E in un vortice di follia se li porterà con se, lontani da me.
Cammino per la strada solo, le memorie che mi hanno perseguitato fuggono
Un assassino cammina per la tua strada stasera
Perdonatemi per i miei crimini, non dimenticate che ero così giovane
Un pensiero troppo terrificante, nel nome del paese e di Dio. 

giovedì 11 aprile 2013

Il funerale.

Siete mai stati ad un funerale? Sapete quel rito, molto religioso, ma in fondo molto umano, nel quale si celebra la morte di una persona, di un umano. Quello che in fondo dovrebbe esprimere il nostro approccio verso la morte, l'unico dilemma vero a cui l'uomo non sa rispondere, l'unico cavillo a cui le entità religiose di norma ancora si attaccano sapendo di trovare un porto sicuro.
Ma non è della religione che vogliamo parlare. Vogliamo parlare del funerale e di cosa porta a noi un funerale.
Il funerale è un cavillo della società, un messaggio che noi mandiamo, una pubblicità.
L'uomo è cattivo, maligno e terribile di natura, non prova emozioni per se stesso e spesso negli altri vede solo un riflesso positivo di se stesso. Siamo creature malvagie, che si pestano senza pietà per inseguire il successo, molto spesso anche qui parliamo di un qualcosa che abbiamo sempre creato per renderci in qualche modo in grado di scavalcare sempre gli altri.
Il funerale non è altro che un modo molto esplicito e chiaro per dimostrare che siamo ancora un qualcosa che prova emozioni, quei mille colori che inondano la materia fisica dall'arcano rendendola per qualche secondo calda e viva. Ma in realtà è solo un debole bagliore in un bagno di buio.
Il nostro blackout interiore è solo illuminato da maschere come il funerale, la pietà, l'elemosina e la filantropia.
Vogliamo pulirci di quel peso, di quel terribile fardello che ci portiamo dalla nostra nascita. Siamo anime vuote, prive di sentimenti, di vere sfumature positive. Egocentriche creature con il solo pensiero di arrivare più in alto. Siamo bugiardi cronici e lo siamo con gli altri perché lo siamo con noi stessi. Dobbiamo sprofondare nel nostro buio per capire quanto siamo realmente malvagi. Solo che siamo troppo occupati a colorare e decorare le nostre maschere..i nostri costumi...le nostre vie di fuga, infinite, limpide e pulite..ma sotto di noi c'è sempre l'oceano e non potremmo mai dimostrare che siamo in grado di non affondare, perché il nostro buio prenderà sempre il sopravvento, non c'è la lotta tra il buono e il cattivo, c'è la lotta tra il più cinico e il meno cinico. Buio contro buio vince solo il buio.
Sprofondiamo nella nostra melma. Così calda, così nostra.
Siamo pronti per il funerale definitivo.
Amen.

Respirare. Tra Narciso e Kitano.

Scorre come un fiume in piena. Scorre nel tuo sangue, nel tuo volto, nei tuoi occhi, nella tua mente, nei tuoi sogni. Scorre come la passione di giovani adolescenti vogliosi. Scorre come uno tsunami. Scorre come il carnevale di Rio. Scorre come le puttane di Rio. Scorre come il traffico a Zurigo. Scorre come i soldi sul conto di Roman Abramovich. Scorre come le passerelle della Milano bene. Scorre nelle narici della Milano bene. Scorre nelle narici della Milano cattiva. Scorre nelle narici italiane. Scorre nelle narici europee. Scorre nelle tue narici. Scorre nelle mie narici. Scorre. Profonda energia, profonda magia. Profonda avidità. Profonda ricchezza. Profonda povertà.

Ti lasci cadere nel buio di un bagno, nell'attesa che la società nichilista ti accolga con le sue lunghe e potenti braccia. Speri che un giorno lascerai Torino, andrai lontano, Palo Alto, Malibù, San Francisco, Miami, Tokyo..così vicine in questi momenti, quando inali la magia, quando riprendi a pensare.

Perché stai così lontana dal mio possesso, dal mio gioco, dal mio ossesso. Sesso. Mi fai sesso.

Rotolare nel proprio Nirvana ascoltando Kurt Cobain. Rotolare nella vasca pensando a Kurt Cobain.

Frasi sconnesse, artistiche, narcisistiche. L'arte di giocare con il nulla. La mia parcella è troppo alta per le tue inutili tasche. Perdente.

Sono un'artista e lascerò voi poveri avi uomini al culto della personalità e mentre vi guarderò inneggiare al mio talento da Archistar dell'arte penserò: siate schiavi.

Inala.

Cosa? Ma è chiaro, l'aria.

Frank Sinatra

Buio. Luce. Buio. Luce. Buio. Luce.
Vibra. Troppo. Veloce.
Scorre. Sniffa. Soldi. Troppi.
Musica. Bella. Elettronica. Moda.
LSD. Acidi. Sesso. Rock.

Ogni cosa la fa con il suo vestito. Quello alla moda, quello bello. So Nice.
Sfugge ai paparazzi, vola con il jet privato. Scappa dalla celebrità che lo possiede avidamente. Un po' come lui possiede avidamente Hermes Birkin.
Evasore o esattore del piacere. Sniffa cocaina come i poveri, ma la sua e Coca Chanel. Essere famosi è così rilassante.
Così destabilizzante, ogni notte con una modella diversa. Uno stupido sorriso, un pesante assegno.
Scopare in limousine è così noioso.
Ma tu lo conosci Frank Sinatra? E' morto.

domenica 7 aprile 2013

Scary monsters and nice spirits

È la Paura. Quella sensazione, quelle tenaglie che in un istante afferrano il tuo stomaco e la tua psiche restituendoteli poi ogni volta un po' più ammaccati. Quel motore che nelle pieghe della vita non si spegnerà mai, per indubbia conseguenza di ciò che è il mondo. Quello strano torpore mentale che ti rende solamente un manichino alla mercé dei tuoi aguzzini, che siano reali o chimici. Quel volare, in un istante, attraverso il tuo passato e il tuo futuro, senza però passare mai dal presente. Le tue gambe, paralizzate, ora si muovono. Il tuo cervello, rallentato dai fumi tossici delle industrie malate della società, delle quali sei dipendente, è attivo. I tuoi occhi, fissi in un punto, adesso spaziano dalle più piccole composizioni molecolari fino all'universo più profondo, in un viaggio senza meta ma con fine prestabilita. 
È la Paura. Arriva, scappa, torna. Nel momento in cui ti dovrai ricongiungere a colui che qualcuno ha inventato ad hoc per te, la Paura ti guarderà. Ti sorriderà. E in un attimo capirai la tua debolezza. Ti dirà, con parole soavi, che è una vita che si diverte. Si diverte a guardare te crucciarti per il nulla che lei stessa ti ha fatto temere, per le sgradevoli emozioni che ti ha proposto e che tu, ingenuamente, hai accettato. 
È la Paura. Quella che ci rende tutti mostri paurosi e spiriti interessanti. È colei che ti appare, sotto forma di umano, quando ti guardi allo specchio. 

È la Paura. E la Paura non è nient'altro che te.

mercoledì 3 aprile 2013

Champignons

Era solo uno sprofondare...nei meandri di noi stessi, dove siamo solo vapore, nebbia. Dove il mondo non ci può vedere. Dove siamo solo noi. Tu sei te stesso solo nella tua nebbia. 
Ho bisogno di volare lontano, quando il mondo si spegne...
Sulle nostre amache silenziose viaggiamo. Viaggiamo nel lontano universo a noi così amico. Grazie Dio, grazie famiglia, grazie di essere scomparsi mentre volavamo via sulle nostre ali di seta. 
Il nostro Paradiso è ancora lontano, ma mai vicino come il nostro Inferno. Nelle fiamme delle bombe della felicità noi viaggiamo, per voi poveri peccatori ipocriti. 
Il nostro è un viaggio colorato, lontano, bellissimo. Siamo meteore in cerca del pianeta da incendiare.
Vi ho visti bruciare da lontano, mentre inalavo le ceneri della verità, vividi, vivi. Luridi e sporchi segni della civiltà che si mostrano come pavidi eroi di un mondo meschino che tanto li odia e tanto li ama.