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lunedì 27 giugno 2016

Jodorowsky, Céline, LvTrier, Polanski, Lynch, Mio padre.

Sono scivolato per centinaia di chilometri senza riuscire più a respirare. Quando sei conscio dell'affondare, nei sei ebbro fino al midollo.
Nel mio nichilismo c'è la mia rabbia, la mia delusione e la mia intelligenza. Questo mi spaventa davvero, mi spaventa più della morte e della mia stessa vita.
Sono rimasto incatenato e non riesco ad essere libero nemmeno nei miei sogni, oscurato dalle mie paure.
Vorrei volare e sparire nello stesso momento.
Non sono niente ma vorrei essere tutto, e per questo non mi muovo, non comincio a correre nel deserto delle mie illusioni, ma le guardo da lontano, poco nitide, ma così belle, calde e perfette, da lasciarmi immobile, granitico, a osservare questo mare di menzogne.
Lasciatemi solo a camminare, a sentire il profumo, a toccare, a sfregare, a perdere ogni centimetro sotto i miei piedi, ad affondare, a risalire, a ballare, a scopare, a fumare la mia stessa vita, per non tornare più indietro almeno questa volta, per sentirmi vivo fino in fondo.
Perché so che anche questa volta, sarò io a perdere. Perché non è mai esistito nessun vincitore, siamo tutti polvere che si adagia su quella menzogna.