Io credo che ognuno di noi abbia una visione della realtà distorta, e questa cosa non fa altro che deviarci in maniera tale da non saper più apprezzare le cose.
Diventiamo apatici e inconcludenti, non sappiamo più cosa guardare, come relazionarci, perdiamo l'interesse ancor prima di renderlo chiaro nella nostra testa.
Le persone non riescono a trovare stimoli, si sentono oppresse e provano un desiderio viscerale verso la possessione, verso quello che più maschera le mancanze più grandi.
Non sappiamo più guardare perché guardiamo solo le cose sbagliate.
Basterebbe passare una notte nel silenzio di un qualche paesello di montagna, inebriati da qualche piccolo vizio, a guardare un cielo stellato.
Uno di quei posti che sembrano fuori dal mondo, perché non possiedono i canoni della globalizzazione. Dove ogni cosa oscilla con una lentezza che è capace di acquietarti a primo impatto, perché in un luogo di questo genere, sei capace di stare in silenzio ad apprezzare un sacco di cose, senza fare niente.
Il tempo è fermo, non ci sono pressioni, c'è soltanto l'odore della libertà, accompagnato dalla poesia divina delle stelle con i contorni della montagna sullo sfondo.
E staresti su quel balcone a parlare di cose più grandi di te, in eterno, perché qui non hai bisogno di trovare stimoli, qui lo stimolo è la vita stessa.
Respiri per la prima volta, guardi per la prima volta..ti sembra tutto un inizio, quel nuovo che cercavi tanto è qui intorno a te, è parte di una semplice giornata.
E quando sorge l'alba le sensazioni si trasformano in solide realtà, con la rinascita allegorica di te stesso.
E passeggiando tra le difficoltà dei vizi e le risate spontanee ogni cosa è bella è unica come solo l'immagine della natura sa essere.
I sogni sono più vicini di quanto sembrano.