È una sorpresa. La vita è una continua sorpresa.
Mai avrei immaginato che l'ultima azione della mia esistenza sarebbe stata scrivere. Mai.
Avevo pensato a parole taglienti sussurrate in un alito di vita, oppure ad uno sforzo immane per sollevare il braccio e toccare il viso di lei un'ultima volta.
E invece sto scrivendo.
Scrivo perché per una volta nella mia vita voglio che qualcosa sia chiaro fino in fondo, limpido come le acque leggere di un rivolo di montagna. Ciò che sto per fare non sarebbe compreso. Verrei colpevolizzato anche qui, anche ora, anche dopo tutto ció, e non posso sopportarlo, non per questa decisione.
Ho pensato spesso, nel corso degli anni in cui mi è stato concesso di farlo, a questo momento. In fondo l'ho sempre saputo che sarei finito all'inferno, ma quando sei davanti alla porta dell'eternitá ogni cosa diventa fatidica, ogni cosa prende consistenza.
Anche adesso, mentre la mano scorre quasi automaticamente sul foglio, avrei voglia di una birra, o di una donna con cui dormire la notte, ma non me lo posso permettere.
Ho trascorso una vita intera da persona normale, sorridente nella felicità, disperato nella sventura, amichevole nelle amicizie e spietato nelle dissidie. Ho vissuto, in sostanza, da umano.
Ma il mio pensiero trascende la dimensione umana. O per lo meno ci prova, e per piccoli istanti mi pare di approdare con la mente a dimensioni altre, a pieghe della realtà più vicine a ció che mi sembra di essere veramente. Poi esse spariscono, ma tanto basta per infondere speranza.
Non sono infelice, no.
Sono semplicemente curioso.
Esistiamo per una ragione. Non sappiamo quale, ma io sono sicuro che c'è.
Però... peró sono terrorizzato. Atterrito.
Sconvolto dal fatto che questa certezza potrebbe non essere cosí certa.
Adesso ho 44 anni, un atleta dell'universo che ha deciso di far finire la sua gara personale un po' dopo la metà del percorso.
Ho una voglia matta di vedere se c'è un podio o meno.
Lo so, non mi comprendete. Non che mi aspettassi qualcosa di diverso, ma vi do il tempo per capire. Spero lo utilizzerete al meglio.
E poi mettiamo sul tavolo le alternative, anzi, l'alternativa: continuare a camminare, ciechi, in una valle di lacrime, domandandosi per l'interezza del proprio tempo il perchè di tutto ció.
Io non voglio arrivare alla endline. Voglio sparire prima, quando ho ancora la possibilità di decidere.
E voglio sapere. Potrei impazzire se solo rimanessi un giorno in più nell'incertezza cosmica, e chissà se poi sarei in grado di scrivere tutto ciò.
Quindi, amici, compagni e affetti, io vi saluto. Non sarei onesto se vi dicessi che non vi ho voluto bene, devo a voi più di quanto devo a me stesso, e per questo motivo spero che le mie parole servano a qualcosa.
Ho già la pistola carica. Mi spareró in bocca, in modo che il mio cadavere sia un po' più presentabile quando sarà esposto, anche se confido molto poco nelle imprese funebri odierne. Preferirei sparire nel nulla e basta, ma non sarebbe giusto nei vostri confronti, e dunque tumulatemi. Vorrei una piccola aiuola sulla tomba, da piccolo ne vidi una e ne rimasi impressionato, quasi segnato dalla vita che nasce sopra alla morte. Incredibili i pensieri dell'infanzia, eh?
Amo la vita, ma non c'è ragione di esistere senza un perchè, e dunque io faccio un salto dove il perchè posso trovarlo. Magari un giorno ci riincontreremo e scoprirete che l'aldilà e una calda spiagga a Bahia e che Dio è un vecchio ubriacone in preda al delirium tremens, e allora saremo tutti felici e rideremo sotto gli effetti di qualche cocktail angelico.
Fino ad allora, ragazzi, non disperate.
Sono andato solo a fare ciò che più desideravo.
Ciao.
BANG
