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lunedì 7 aprile 2014

Acqua ragia

Quando guardo il mondo, mi immagino una grossa palla disegnata da un bambino. Un po' di verde qua, un po' di azzurro là. Semplici pennellate stirate velocemente e con poca cura, che formano con le zone non colorate banchi di bianco candido che lentamente vagano, come un uomo ormai sazio di stagioni vaga verso la morte. Invidio l'astronauta, che lontano chilometri e chilometri da questa sfera riesce a meravigliarsi ancora della suggestione dei colori, veri, puri, distinti.
Quando guardo l'uomo, però, vedo un'infinità di colori. 
Nero, viola, rosso, giallo, verde.
Si passa da uno all'altro con rapidità sconvolgente, tanto che su una tela il vero dipinto dell'uomo non sarebbe che un caleidoscopio di sfumature. Un caleidoscopio di personalità e facce che si intersecano e si scambiano continuamente. Uomini saggi e valorosi scivolati nelle ideologie più sfasate, mostri redenti che diventano santi. Semplici amici che offrono la birra al bar e poi offrono la vostra fiducia in cambio della loro soddisfazione. Parenti che allungano abbracci solidi come roccia, ma che nelle difficoltà svaniscono, come sabbia al vento.
Malvagità che convive con misericordia, il nero che stringe il bianco in una stretta affettuosa e fasulla. Il nero che illude il bianco, la speranza che sembra prevalere sulla disperazione, la luce lontana che si irradia sempre di più, e poi il pavimento che manca sotto i piedi, e di nuovo nero. Ovunque. 
Proprio come quando lo scrittore ha l'impressione di aver scritto un pezzo formidabile e dopo averlo letto lo butta nel cestino, deluso e sconsolato, allo stesso modo reagiamo quando comprendiamo la nostra bassezza, la nostra meschinità. Il nostro nero, seppellito sotto pennellate rabbiose di bontà, amore e gratitudine. 
Ma è la tela stessa ad essere nera, e gli altri colori possono solo coprirla temporaneamente. Con il passare degli anni, o delle settimane, quei bei colori con cui avrete mascherato il nero si scioglieranno, mettendolo a nudo. Forte, immortale, ancorato alla nostra anima come un neonato si aggrappa al seno materno. 
Quando la tela che esporremo alla mostra della società sarà completamente nera, allora saremo noi stessi. E quando tutti saranno loro stessi, la sfera vivida che prima era verde, azzurra e bianca s'incupirà, velandosi in eterno.
Prima o poi il tempo verrà.
 Arriverà il giorno del giudizio, ma l'acqua santa non vi servirà
Al massimo l'acqua ragia.