Let's make some music make some money find some models for wives. I'll move to Paris, shoot some heroin and fuck with the stars. You man the island and the cocaine and the elegant cars. This is our decision to live fast and die young. We've got the vision, now let's have some fun. l'art pour l'art
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giovedì 6 marzo 2014
Diamanti grezzi
mercoledì 5 marzo 2014
Viaggio nell'Aldilá
Seduto sul divano guardo dai led scintillanti la decadenza del mondo, la crisi dei valori sani, l'avvento di una generazione senza il motore degli ideali. Mentre guardo desidero che tutto ciò sparisca all'istante, voglio rifugiarmi in un posto tranquillo dove le preoccupazioni e lo schifo dell'umanitá non possano raggiungermi, mai.
Quindi chiudo gli occhi, appoggio la testa sul cuscino e attendo che la scia onirica mi rapisca una volta per tutte.
Quando riapro gli occhi un vortice di nero e rosso si fonde nei miei occhi. Mescolanze di simboli e sensazioni si compongono stile puzzle in un'intricata composizione romantica, tutto è sfumato, ma ciò che voglio vedere si mostra nitidamente, limpido ai miei occhi.
Ho voglia di scoprire, di amare, di morire, ma non nella mia dimensione.
Muovo all'interno del luogo che non riesco a descrivere con passo insicuro, come un bambino nella stamberga tradizionalmente infestata, mentre aspetto che qualcosa accada.
Un rumore, come di penna sulla carta, rapisce la mia attenzione. E poi sparisce.
Ancora una volta. Sparisce di nuovo.
Non comprendo, mi aggiro intimorito, ma non mi espongo mai in azioni squilibrate. Vivo nella via di mezzo, nel riciclo tra il nuovo e l'antico.
Mentre mi convinco ad andarmene sento toccarmi la spalla.
Ruoto lentamente le spalle, spaventato a morte da chi mi troverò davanti.
Mi giro e.. non posso crederci.
A metá tra l'adorazione pura e lo sgomento, realizzo chi è l'entitá che si staglia di fronte a me.
L'occhio saggio spazia velocemente da un capo all'altro del mio corpo, indagando nei più profondi recessi della mia immagine. Il volto pallido, emaciato, rispecchia un'esperienza secolare, i capelli bianchi sinuosi fluttuano nell'aria, mossi da un vento che colpisce solo la sua figura.
Con fare magniloquente, Epicuro si presenta, pieno di umiltá, come se fosse certo della mia ignoranza.
"Salve viandante. Sei entrato nell'Aldilà, luogo sacro, di pace e riposo eterno. Le anime di questo posto vivono in armonia eterna, e nulla puó corrompere la meraviglia di questi luoghi. Io sono l'Epicureo, guardiano dei sentimenti giusti."
Appena finisce di parlare, sento una forza dietro lo sterno spingere, spingere e spingere ancora. Le mie gambe sono ancorate, radicate al terreno da ceppi invisibili pesanti come macigni. Abbasso lo sguardo e osservo terrorizzato il mio corpo deformarsi sotto la pressione della forza nel mio petto. A poco a poco il tessuto si lacera, le costole scricchiolano, la pelle si apre. Il filosofo osserva la scena impassibile, quasi immobile, immerso nella complessitá dei suoi processi logici.
Osservo il mio corpo smembrarsi, e mentre soffro terribilmente il mio cuore pare staccarsi dall'incavo a lui destinato.
Ma cos.. si stacca davvero. Inizio a gridare, disperato, ma nessuna vibrazione viene emessa dalla bocca. Osservo la sede dei miei sentimenti fluttuare dal mio torace squartato alla mano del filosofo, che, con la mano grinzosa aperta, attende l'organo impaziente.
"Per salvaguardare la giustizia che guida questo regno, sono stato incaricato da Lui, il nostro Signore, di giudicare ogni anima errante. Poggerò il tuo cuore sulla mia coscenza, e saprò le tue colpe. Potrai attraversare il Regno, se il tuo cuore non si dimostrerá nero peccato. Se il tuo cuore necessiterá redenzione, tornerai all'Inferno."
L'Inferno è terrestre, noi siamo i dannati
È l'unica cosa che riesco a pensare, prima di stramazzare incoscente al suolo.