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martedì 23 luglio 2013

Exploding Plastic Torino, Inevitable. L'Osservatore

Li guardo. Così intenti a riempire i loro conti in banca. Sempre più avidi, più cattivi, più spietati. Sempre più squali. 
Pensa ad una partita a scacchi, pensa ai pedoni, agli alfieri, alle torri, ai cavalli, al re e alla regina. Ci sono diverse tipologie di persona ed ognuna rientra in una di queste categorie. Ci sono le persone comuni, quelle che si alzano tutti i giorni e vanno al loro lavoro che a stento permette loro di campare. Quelle sono i pedoni e via via si va salendo fino a loro i milionari che spendono e spandono alla faccia della crisi e di tutti i codici etici possibili ed immaginabili. Ci sono anche i miliardari, elite della popolazione che può permettersi ogni cosa, che può manovrare decisioni di interi stati come fossero biscotti della prima colazione. 
E si scannano alla ricerca di diventare il pesce dal cazzo più grosso, quello che ogni pescatore vorrebbe pescare, il Re. Oppure cercano di aumentare il loro prestigio arricchendosi di possibilità, investendo in ogni dove come se non ci fosse un domani, cercano di entrare in ogni club, in ogni sfumatura esclusiva. Vogliono essere tutto, vogliono essere la Regina. 
Io non penso di rientrare in queste categorie. Io penso di osservarli per un motivo ben preciso, io so che quelli sono solo pezzi, pezzi che fanno parte di una scacchiera e io voglio essere il giocatore. Voglio essere colui che gioca con quei pezzi, quello che decide se si muove il pedone o se si muove la regina. Non mi interessa del loro denaro, delle loro ville sfarzose, delle loro Ferrari, dei loro attici a Milano o delle loro case nelle località più esclusive della Sardegna o della Francia. 
Io voglio essere il giocatore. Odio chi confonde il potere con il denaro. Il denaro è illusione, il denaro è momento. Ma noi non ricerchiamo la perfezione per vederla scomparire, noi cerchiamo la perfezione per vederla brillare per sempre, solo il potere è eterno, solo il potere stampa il tuo nome nei libri di storia. E non esiste denaro che possa comprare il vero potere. Chi decide sta al gradino più alto, chi invece pensa allo sfarzo e alla notorietà non sa che sta svolgendo la funzione del mago, tutti guardano il mago e l'assistente che a prima vista sembra occupare un ruolo di margine prepara il trucco. L'occhio è facilmente ingannabile così come la mente. 
Ogni persona osserva la partita di scacchi, non guarda chi la sta giocando, ogni persona vuole mangiare il pezzo dell'avversario, ma non sa che sta solo osservando un illusione per l'ennesima volta. Il trucco sta nel far credere al tuo avversario che stai lentamente crollando, che stai sbagliando, che gli stai offrendo i tuoi pezzi in un simpatico omaggio. In realtà come un ragno nella notte stai solo tessendo la tua tela, pronto a mangiare quello stupido insetto, proprio come fai ogni giorno. 
Stai chiuso nel tuo buco a organizzare il disegno, mentre i tuoi artigiani nobili e non si sporcano le mani. 
Io sono l'architetto, loro sono i muratori. 
Lasciate i vostri sogni se state a contatto con me, per essere al comando, per essere il più in alto, devi scendere in basso, dove nessuno ti può vedere e dove la realtà tangibile è l'unica cosa che conta. 

sabato 13 luglio 2013

Una storia sbagliata,

Chapter 3.


Il giorno dopo è sempre la parte peggiore. La testa che pesa come un macigno, gli occhi che spasmodicamente si muovono da un insignificante particolare ad un altro, ancor meno importante. Il tanfo di pesce avariato e marciume è quasi soffocante, ma il mio cervello è troppo alterato per riuscire a rielaborare le minuscole molecole di puzzo tremendo. "Io dovrei essere morto". In quel posto è accaduto qualcosa, ne son sicuro. Non è la droga, non è la mia vita del cazzo. È qualcos'altro, è qualcosa che trascende dal maligno fiorire di questa società, dagli occhi vuoti e spenti degli zombie ammaestrati che il mondo alleva da ere ed ere. È qualcosa che non conosce il male. Poichè ne è l'origine stessa. Non so come faccia a capire tutte queste cose, so solo che ora risultano ovvie al filo dei miei mistici ragionamenti. E, soprattutto, so che la bidimensionalità della mia immagine sfuggente ora è richiesta in una causa.
"Io dovrei essere vivo". Non sono neanche vivo, lo so, perchè qualcosa si è staccato irreparabilmente dalla mia anima. Una parte materiale, ne son sicuro. Mi sento sporco al pensiero di soldi, macchine, umanità, fiero egoismo. Mi sento sporco in questi panni da essere inferiore. Ma ora ho uno scopo, ora servo, ora esisto.


Il caos totale. Tracollo finanziario, collasso degli stati e delle autorità governative. Dilagare impetuoso di malattie, deliri ed epidemie. Potere dettato dalla violenza e dalla paura, dal terrore. Città rese giungle, giungle rese mattatoi. Il mondo che diventa teatro dell'autodistruzione di se stesso. L'uomo retrocede di migliaia e migliaia di anni di evoluzioni. Madre Natura riprende il controllo su ciò che per troppo tempo non è stato in suo potere.
Tutto questo sta per succedere. E io sono qua, nelle vesti di un umile corpo per far si che tutto ciò non accada, o almeno accada quando sarà deciso.

Io sono L., e adesso avete il motivo di interessarvi al mio nome.