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lunedì 3 giugno 2013

Una storia sbagliata

Una storia sbagliata, chapter 1

Fin dai tempi remoti, il restare immerso nella gente non mi ha creato nessun problema. Io vivo senza essere degnato di uno sguardo, loro decidono che è meglio così. E forse lo è davvero. Civiltà antiche, civiltà mai scoperte. Le ho conosciute tutte. Eretici, pensatori falliti, traditori della patria, despoti. Li ho conosciuti tutti. Spesso, ancora oggi dove il concetto di corruzione è velato da un impeccabile strato di ipocrisia, i miei servigi aiutano a creare, anzi, creano, il caos. Il mio nutrimento, la mia fonte di vita è in fondo lo stesso fine per cui opero, quindi non posso dire che la mia vita sia troppo miserabile. Dopotutto, bisogna accontentarsi. Io sono colui che dall'alba dei tempi regola lo yin dello squallore, colui che riporta ciò che è sbagliato a un livello accettabile per gli umani. Come sono nato? Non lo so, ho osservato il buio per un tempo infinito, fino a quando il mare, la terra e le montagne mi si sono materializzate davanti. Come ho saputo la mia utilità nel mondo? Il fragile collo di un bambino spezzato dalle tue mani è una cosa che ti caratterizza per sempre. Ora però l'umanità non ha più bisogno di me, il problema è che non sono questi i piani del loro Dio.

Cammino a testa bassa nella folla, cappuccio sul capo e mani in tasca che si agitano nervosamente. Io sono L, abbreviativo di un nome che probabilmente non vi interessa. La mia vita è sempre stata caratterizzata da una monotonia asfissiante, ed è esattamente quello che voglio. O almeno, volevo. Studente con voti mediocri, risultati mediocri nel lavoro e nella vita. Il classico esempio di uomo medio. Svolto a destra nella prima via che incontro, un musicista ambulante intona con dita ispirate dal vino "La cavalcata delle Valchirie" di Wagner. Perché la gente è così felice? Non ne vedo il motivo. Noia, insuccessi, insoddisfazioni continue magari addolcite da una ragazza che di sicuro non è fedele. La musica, poi, rende tutto solamente più frivolo. Probabilmente fino a stamattina non la pensavo così, ma la vita è una fottuta roulette. Io però non ci volevo giocare, e ora vi spiegherò perchè...

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