Il party smembrava il mondo reale dalle esplosioni di finzione che avvolgevano l'esterno di quel regno incantato che è la realtà. Keith reputava merda quella dubstep, per me era solo una sfumatura come tante altre.
Sprazzi di alternatività inondavano come uno tsunami quella piccola stanza della Torino bene.
Un ritorno senza luci mi attendeva. E poi c'era lei. Ballava ossessionata da Skrillex e dall'imitare la visione di Spring Breakers di pochi giorni prima. Leggera come una farfalla, bionda come Playboy, di un colore ricordava deserti lontani. Era la quinta essenza del sesso per tutti, figuriamoci per un adolescente diciannovenne in piena esplosione ormonale. Era un desiderio crescente di vorticose emozioni. Avrei voluto riempirla come un fiume in piena in tutti i suo...già avrei voluto è la definizione giusta..perché mentre lei si librava sulla pista impossessata dai Daft Punk d'annata io la osservavo con i miei rubini consumato dal Delirium di uno stramaledetto Negroni.
Una serata come le altre d'altronde. Elena era come un diamante grezzo, sanno tutti che vale milioni ma solo un'artista merita di renderlo un capolavoro di gioielleria.
Non potevo essere io quell'artista...per me era già un capolavoro, non potevo completarla, incapace anche solo di mostrare a me stesso il mio volto, come avrei potuto mostrarlo a lei?
L'erba e l'alcool avvolgevano la mia mente, liberando a casaccio ogni suo singolo elemento in un tornado di estrema intelligenza scandita da inesorabili turni al cesso per infinite pisciate.
Ogni volta che barcollavo in sua direzione una canna o anche un semplice ubriaco mi sembravano una deviazione più semplice. Poi..l'apice, la vedo troppo bella anche per la mia perversa immaginazione, mi avvicino e tento di sussurrarle all'orecchio quanto vorrei scoparla, ma all'improvviso un ritorno preciso di una pasta al sugo e ricotta imbocca la corsia preferenziale e si avvia a sorpassare tutti per lanciarsi in tempo record sulla pista da ballo.
Inerme e silenzioso osservo il vomito a pochi centimetri dalle sue gambe vellutate, lei mi guarda disgustata ma anche preoccupata e mi chiede se va tutto bene, è la mia occasione per il riscatto penso nella mia mente annebbiata, e sparo: " this is hardcore gangsta, shit!!" E le sbocco tutto, tutto addosso.
Come fiori in primavera ti guarderò fino alla fine dei miei giorni, perché per me non c'è arte maggiore di te, soave insieme di bellezze, culture e sfumature. Dalle mille pietre preziose dei miei occhi lancerò sentimenti nella speranza che ci sia anche solo un filamento del tuo essere che mi reputi degno del tuo sorriso.
Bitch.
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