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giovedì 20 novembre 2014

Poesia nera

Alzatevi, dai. In piedi, muovete il vostro corpo. Boom, vibrazioni. Più forti, siete spaventati non è vero? Sentite ogni cellula del vostro corpo vibrare.
Dietro quegli occhiali nati a proteggere il vostro corpo nascondete una visione diversa della percezione del mondo.
Vi lasciate andare alla libertà dell'eccesso, una scomposizione di certezze, uno smistamento di anime casuali che crea un vortice di follia, che sconvolge l'equilibrio del mondo.
In quel movimento unanime di corpi che ciondolano al pesante sentore della musica si crea una pace che sembra fermare il tempo e lo spazio.
Leggiadri psiconauti che nella notte abbandonano le loro maschere per nuclearizzare la realtà di tutti i giorni.
Abbagliati da luci psichedeliche che assumono la forma di una culla, trasportando le persone con se, in un trip di polvere di stelle umana che cosparge ogni cosa trasudando felicità.
Il battito cardiaco si perde in un ritmo sfrenato, basso dopo basso ogni cosa diventa più chiara e non vorresti lasciare quel luogo mai.
Il giudizio umano si perde, nessuno guarda al di fuori di se stesso in un'armonia surreale.
Il futuro si fonde al presente, mentre il passato crea nuove figure a cui aggrapparsi. E per una volta si torna a pensare di poter cambiare il mondo.
Vuoi scoprire, essere di nuovo un pioniere del nuovo millennio, sperimentare come facevano gli idoli bruciati.
La musica come unica via di passione e virtù, linea guida intaccabile della vita. Non sappiamo dare risposte, ma in quei momenti ci sentiamo così vicini alla verità che non vorremmo uscirne mai, ritorniamo stimolati da suoni che non avevamo neanche mai immaginato.
Ogni cosa è giovane, viva, unica, perfetta. Il mondo risplende guidato da gladiatori della notte, cacciatori dell'alba, sfrenati infedeli che hanno donato l'anima al diavolo per rimanere il più possibile attaccati a quel limite.
E poi arriva quel momento, dove lo sguardo si spegne, il corpo si muove in automatico come a seguire uno spartito tatuato nella memoria dell'ignaro viaggiatore. E la ricerca si ferma, abbagliata da così tanta bellezza e per un segmento di notte niente assume più valore e il mondo si ferma a guardare estasiato ciò che quei corpi disegnano nel buio. Un rito di vita e amore che si infrange sulla melma della società, disgustandola in una appiccicosa invidia che apre quegli occhi cuciti dalla regole.

"Siamo solo frammenti. Ribellatevi, bestemmiate, sbagliate e perdetevi. Nulla è giusto e tutto è sbagliato. Non stagnate, scoprite cosa c'è aldilà di quello che vi avvolge, perché poi niente sarà più come prima e desidererete tutto. Rinasceremo ogni volta come fenice per poi bruciare in un'ultima grande esplosione. Non sappiamo definirci ma non puoi cambiare il corso di una cometa. Siamo bagliori dello spazio, frammenti di un insieme che possiamo solo scorgere nei meandri della follia. L'attesa non ha mai pagato i sensi. Esplodete."

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