//

//

lunedì 15 aprile 2013

Missing in action

Finalmente un posto sicuro. Non lo è. Ma nella situazione che sono anche la punta di uno spillo potrebbe esserlo. Ogni tanto ci penso a cosa mi ha portato in questo inferno. Forse l'esaltazione della gente, forse il disperato sentore di un'insoddisfazione. Oppure il semplice fatto che farlo mi ha sempre attirato. Strani complessi di sadismo, mai soddisfatti per fortuna. Ma quello che è in realtà questa merda mi ha convinto che tutto quello che desidero è la semplice tranquillità. Mi sporgo, vento tagliente come coltelli mi sferza la faccia, ma non scompone mai i miei capelli. Come ogni volta che osservo il mondo, dietro l'ultimo uomo davanti a me vedo solo ostilità. E il mondo attorno vede in me solo tortura. Qualche pensiero filosofico mi affiora in mente, ma il momento non consente di cogliere quell'unico spunto di razionalità qua fuori. E ora, come ogni santo giorno, guardo la mia mano. Espongo quasi forzatamente ai miei occhi quello che conservo come fonte di vita per me. Solo per me. Infine stacco la miccia. Ho poco tempo per decidere quello che devo fare. Il pensiero di tenerla stretta solo per me, giusto per tre inutili secondi, è sempre costante. Ma alla fine quella fonte di vita cadrà leggera ai piedi del mondo ostile. E in un vortice di follia se li porterà con se, lontani da me.
Cammino per la strada solo, le memorie che mi hanno perseguitato fuggono
Un assassino cammina per la tua strada stasera
Perdonatemi per i miei crimini, non dimenticate che ero così giovane
Un pensiero troppo terrificante, nel nome del paese e di Dio. 

1 commento: