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domenica 7 aprile 2013

Scary monsters and nice spirits

È la Paura. Quella sensazione, quelle tenaglie che in un istante afferrano il tuo stomaco e la tua psiche restituendoteli poi ogni volta un po' più ammaccati. Quel motore che nelle pieghe della vita non si spegnerà mai, per indubbia conseguenza di ciò che è il mondo. Quello strano torpore mentale che ti rende solamente un manichino alla mercé dei tuoi aguzzini, che siano reali o chimici. Quel volare, in un istante, attraverso il tuo passato e il tuo futuro, senza però passare mai dal presente. Le tue gambe, paralizzate, ora si muovono. Il tuo cervello, rallentato dai fumi tossici delle industrie malate della società, delle quali sei dipendente, è attivo. I tuoi occhi, fissi in un punto, adesso spaziano dalle più piccole composizioni molecolari fino all'universo più profondo, in un viaggio senza meta ma con fine prestabilita. 
È la Paura. Arriva, scappa, torna. Nel momento in cui ti dovrai ricongiungere a colui che qualcuno ha inventato ad hoc per te, la Paura ti guarderà. Ti sorriderà. E in un attimo capirai la tua debolezza. Ti dirà, con parole soavi, che è una vita che si diverte. Si diverte a guardare te crucciarti per il nulla che lei stessa ti ha fatto temere, per le sgradevoli emozioni che ti ha proposto e che tu, ingenuamente, hai accettato. 
È la Paura. Quella che ci rende tutti mostri paurosi e spiriti interessanti. È colei che ti appare, sotto forma di umano, quando ti guardi allo specchio. 

È la Paura. E la Paura non è nient'altro che te.

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